Alla Camera tre si al ddl anticorruzione
Dopo il mare di polemiche che lo ha preceduto, oggi il ddl anticorruzione proposto dal ministro della Giustizia Paola Severino ha incassato i tre sì previsti della Camera. I voti di fiducia di oggi pomeriggio a Montecitorio, su testo elaborato dalla commissione Affari costituzionali e giustizia, sarà attuato nel 2018. Il ministro: il governo applicherà da subito le norme sull'ineleggibilità dei condannati.
7 AGO 20

Dopo il mare di polemiche che lo ha preceduto, oggi il ddl anticorruzione proposto dal ministro della Giustizia Paola Severino ha incassato i tre sì previsti della Camera. Il voto finale è previsto per giovedì, oggi i voti a favore sono stati 430, 70 quelli contrari, 25 gli astenuti. I voti di fiducia di oggi a Montecitorio, su testo elaborato dalla commissione Affari costituzionali e giustizia, rendono le norme attuabili, secondo Fli e Idv, soltanto nel 2018. Ma il ministro ha detto chiaramente che intende accelerare, si è espresso in questo senso anche il Pd, supportato anche da una identica opinione del ministro per la Funzione Pubblica Patroni Griffi: "Con il testo approvato oggi, il Governo è in grado di esercitare la delega a partire dal giorno successivo all'approvazione della legge".
Dopo il voto sull'articolo 10 (incandidabilità dei condannati), la Camera ha votato a favore anche sull'articolo 13 e sul 14, ("corruzione tra privati", con l'aumento, voluto dal Pd, delle penen minime e massime per la corruzione. Anche il reato di corruzione per atto d'ufficio viene sanzionato più severamente con la reclusione da uno a cinque anni, anziché da sei mesi a tre anni.
L'articolo 10 che ha passato l'esame della fiducia stabilisce che il Governo è delegato ad adottare, entro un anno, un decreto legislativo per disciplinare l'incandidabilità di chi ha una condanna definitiva. Un'incandidabilità alla carica di membro del Parlamento europeo, di deputato e di senatore della Repubblica, oltre che per qualsiasi altra carica elettiva di enti regionali o locali, e per le cariche di presidente e di componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, aziende speciali e comunità montane. Sono stati votati con fiducia anche gli articoli 7 e 13 dello stesso decreto che prevedono il divieto alla stipula di contratti con gli enti pubblici per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione e l’aumento delle pene per il reato di corruzione.
L'articolo 10 che ha passato l'esame della fiducia stabilisce che il Governo è delegato ad adottare, entro un anno, un decreto legislativo per disciplinare l'incandidabilità di chi ha una condanna definitiva. Un'incandidabilità alla carica di membro del Parlamento europeo, di deputato e di senatore della Repubblica, oltre che per qualsiasi altra carica elettiva di enti regionali o locali, e per le cariche di presidente e di componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, aziende speciali e comunità montane. Sono stati votati con fiducia anche gli articoli 7 e 13 dello stesso decreto che prevedono il divieto alla stipula di contratti con gli enti pubblici per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione e l’aumento delle pene per il reato di corruzione.